Solvitur ambulanda
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sabato 23 luglio 2011

Vi ricordate la Birra Ronzani?


Un grande marchio bolognese è rinato grazie ad una produzione artigianale. E' risorto lo storico marchio della Birra Ronzani, che fin dalla sua nascita nel 1855 era stata compagna di bevute nella Bologna del tempo che fu, legando il suo nome alle glorie del Bologna Footbal Club, lo squadrone che tremare il mondo faceva, alle libagioni nelle osterie dei biassanòt, a celebri eventi sportivi come la Targa Florio o all'entusiasmo suscitato quando Marconi inventò la radio, fino al 1962, quando la tedesca Wührer, proprietaria del 100% delle quote, acquisite nel 1959, ne trasferì la produzione da Casalecchio di Reno a Brescia, facendone perdere le tracce.
Alberto Ronzani, 37 anni, casalecchiese omonimo che ha avuto la bella idea di ridare alla città ciò che essa aveva perduto, in verità non produce una birra al 100% made in Bologna, perché ad esempio impiega acqua di sorgente che viene prelevata a Monte Nerone, sul confine umbro-marchigiano. Sarebbe tuttavia impensabile al giorno d'oggi tornare ad impiegare l'acqua del fiume Reno (in origine la Ronzani, "l’oro del Reno", veniva prodotta utilizzando l’acqua del fiume).

Questo per spiegare comunque che, oggi sempre più spesso, la qualità e il successo di una birra si ottengono anche impiegando ingredienti non necessariamente provenienti dal territorio in cui essa viene prodotta. E qui mi permetto di fare un parallelismo con un'altra birra.


La Viru è una birra estone che sta riscuotendo un discreto successo anche in Italia. Pilsner dal sapore fresco, pulito e vivace, colpisce per la sua bottiglia dalla caratteristica forma ottagonale. Originaria della bellissima città universitaria di Tartu, capitale morale dell'Estonia, viene prodotta con il malto migliore selezionato a mano nei campi di grano della Lituania e con il famoso luppolo di Saaz, in Repubblica Ceca. 

Dopo tutto questo non vi è venuta voglia di farvi una buona bevuta di una pinta di birra fresca? Alla salute!  

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