Nelle pianure [...] il tuo sguardo può scorrere [...] nel piattume a quasi 360°: scorgi campi alacremente coltivati, basse case di campagna, orti e giardini, calma e serenità, poi, all'improvviso, paff, picchi contro a qualcosa di gigantesco che si erge mostruoso e quasi minaccioso. Se ti avvicini nottetempo lo spettacolo è ancora più impressionante: fasci di luce si innalzano a bucare il cielo, neon violenti e intermittenti percorrono tutto l'edificio mentre folle addobbate in strani vestimenti sciamano disordinatamente tutt'attorno al mausoleo, si accalcano, gesticolano, premono...(Francesco Guccini - La legge del bar e altre comiche)
Stamattina mi son alzato di buon'ora, ho aperto la finestra e ho trovato dinnanzi a me lo spettacolo della galaverna, tipico fenomeno metereologico della pianura. Comprendo che sia opinabile, ma a me piace, così come mi piace il mare d'inverno.
Rientrando oggi pomeriggio da Bologna City, appena passato con l'auto il ponte della stazione ferroviaria di Corticella, ho lasciato alle mie spalle il sole e una temperatura di 5-6 gradi per incontrare i primi banchi di nebbia all'inizio del territorio di Castel Maggiore e una temperatura più umida e di 2-3 gradi inferiore.
E' stato allora che mi sono chiesto: "Da dove inizia la Bassa?" Forse inizia già dopo il ponte della stazione ferroviaria di Corticella.La Bassa, questo territorio piallato dalla mano di un dio falegname, un territorio che ha visto, suo malgrado, tante trasformazioni nel corso di questi ultimi 20 anni. La Bassa bolognese sta cambiando, anche se forse non ha avuto tutta questa crescita demografica vorticosa, seppur cresciuta. Però sta cambiando, intendo, la sua identità sta cambiando, perché la mentalità delle persone sta cambiando, lo stile di vita sta cambiando. Bisogna tuttavia che il mondo politico locale e le genti inizino a pensare ad un modello di sviluppo territoriale sostenibile, onde evitare di snaturarlo, questo territorio.
Ecco la foto di uno struggente tramonto sulla Bassa. Solo i pioppeti all'orizzonte limitano il cielo. Qui siamo a Tivoli di Persiceto, frazione del comune di San Giovanni in Persiceto. La foto è presa da www.bulgnais.com .
Ho un amico che si trasferirà un giorno a Tivoli di Persiceto, in un casolare di campagna restaurato. Ho già detto che mi prenoto per andare a fare degli scatti fotografici da casa sua. Voglio immortalare anch'io un tramonto spettacolare come questo!


Non amo la bassa, non amo il piattume, la nebbia, la galaverna. Sono nato nella bassa da genitori del Sud. Evidentemente è questione di pelle. Inutile però nascondere che come ogni sua manifestazione, la natura è qualcosa di fantastico. Complimenti per le foto!
RispondiEliminaGrazie Enzo per essere passato di qui ed aver lasciato un commento, lo apprezzo. Ho letto il tuo ultimo intervento, che esordisce proprio con l'immagine della nebbia. Comprendo perfettamente la tua situazione perché la sto vivendo in maniera analoga, solo che invece di buttare fuori parole interiorizzo, tanto non ci sarebbe nessuno disposto ad ascoltare i miei problemi, le mie sensazioni, i miei brontolii e a capirmi, in questo mondo dove si va di fretta, dove la gente non vuole avere problemi, dove la gente non vuole pensare e spegne il cervello e mi dice "Ma come parli difficile, ma come sei pessimista!". Beh, mi fermo qui.
RispondiEliminaRiguardo il mio legame con Bologna e la sua Bassa ritengo sia una questione di attitudine personale, che cambia in ognuno di noi. C'è chi preferisce un isola calda del Sud con le palme, mentre io andrei in vacanza in Islanda o a Capo Nord :-) Un saluto.
E' vero ciò che dici. La fretta non aiuta a consolidare i rapporti, soprattutto quando si avrebbe bisogno del tempo utile per capire i reali problemi di ognuno. E, ad esternarli i problemi non ci si guadagna. Io, a volte lo faccio, a volte no. Ovviamente spero la situazione migliori, per te e per me. Un saluto a te.
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