Solvitur ambulanda
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domenica 29 gennaio 2012

Nunzio Buono - pittore di profumi, oltre le nuvole il mio cielo

 
Nunzio Buono Nasce a Milano, il 24 giugno del 1960 secondo di sette figli, all’età di sei anni rimane orfano di madre, questo segna il percorso della sua vita, conosce la realtà dell’orfanotrofio, prima alle "Le Stelline" in corso Magenta, dopo "I Martinitt", sempre a Milano.
Timido, introverso, ama la pittura, la musica e la poesia, ma la sua formazione professionale è tutt’altro che umanistica, si occupa di sistemi informativi presso la Provincia di Milano.
Poeta, scrittore, a sei anni già la parola disegnava stagioni, ascoltando le sinestesie del tempo, dipingendo profumi del suo sentire..."Chi sono?", si domanda. "Io sono quel che tu vuoi che io sia, sicuro di conoscere quel che io non so d'essere".
 
 
SELEZIONE DI POESIE DI NUNZIO BUONO
 
Se ti guardo d’azzurro

Leggo te
sulle dita del mio scrivere amore
sulle fronde lasciate al vento
orme danzanti
nel fiume che passa

legge te il mio scrivere
sul diario del tempo immobile
che si guarda e fugge, immolandosi
come una stella d’agosto

e sulle acque
in quell’empireo silenzio dei tuoi occhi
io m’in’azzurro.


***
Di-vento inverno

quando il sole
al vento, si porta via

e il pensiero si fa foglia

resto, spoglio e solo
in questo mare.


***
In una sera d’autunno

Le luci di un caffè stonato
nello sbadiglio dell’ultimo silenzio
in una sera d’autunno

perso è il bacio
all’indirizzo del passato
e come foglia, ha lasciato
le sue braccia al vento

stride sul binario la fermata
di una primavera ormai vissuta
mentre la notte
accende i suoi passi incerti

dal balcone una luce attende
la voce chiudersi
di una porta.


***
Di quel che sapeva l’autunno

Raccontami di te
di quel che sapeva l’autunno
ai tuoi occhi e quel cielo di nebbie
che scese, come un sipario alle palpebre
dei tuoi giorni

raccontami
al ciglio del tempo
che commuove i rami
del tuo sentirti madre spoglia

e al rigoglio dei passi incerti
e al tuo dire muto sguardo
alla finestra, sola
mentre fuori c’è neve da ascoltare

raccontami
ed io sarò mano dei tuoi giorni
da sfogliare, sarò luce da scrivere
quando la notte
ti sorprenderà sveglia
a cercare un sogno;

- Allora
raccontati di me -.


***
Questa notte amami    

Luna
tu che hai nel cielo i miei occhi
questa sera, e mi guardi
nel tuo silenzio d’argento

amami
e questa notte una voce
mi arriverà
nel vento di un ritorno

come
un profumo di tempo
come una mano di neve

che al pianto
del giorno si scioglie
lasciando dei baci perduti
un dolceamaro sapore d’amore.


***
Il tuo pensiero, un brivido

Non te ne andare, adesso
che il cielo si è consegnato alla notte
e che il pensiero
mi avvicina ai tuoi pensieri

come
un brivido di poesia
come, un carezza
da percorrere insieme

non lasciare
rubare il nostro amore
tienilo tra le pagine
dei giochi ancora da scartare

perché sia dolce
camminarci accanto
oltre
il guardare l’infinito.


***
In un profumo respirato    

Stava
nella mano del cielo
quel germoglio, ora al vento
in un ritorno di tempo

gli occhi
altalenavano la luce
rubando
il respiro al giorno

ho colto te
nel silenzio spoglio
di una preghiera

come un profumo lasciato
nella stanza
della mia solitudine.


***
Senza vedere il cielo

Dove albergo le parole
quando guardo
senza vedere il cielo

e il pensiero, accarezza
un respiro respirato altrove.

E mi sento solo.


***
Una pagina strappata

Ti lascio
una parola non detta
un bacio nel vento
un riflesso,
perduto di tempo

lo spazio, dove
l’ala ha un percorso di luce

ti lascio
l’accento di un pianto
quando l’alba si affaccia fugace
al vetro del giorno

alla poesia del ricordo
lascio l’inchiostro

e quando muta
la sera ai tuoi occhi

parlerà la mia voce.


***
In una lacrima che cade

Ci saranno mari
e culle di sorrisi lasciate al tempo
quando i tempi
avranno immagini riflesse nei ricordi
e negli angoli d’amore
torneranno le stagioni a fluttuare
come occhi alle speranze in volo

ci saranno mani
accompagnate nelle solitudini
e stanze da dipingere
quando le primavere spunteranno
e nello specchio di una ruga
sarà stato tempo

e apparirà il giorno
sul davanzale
di una lacrima che cade, allora
raccoglierò quello che furono i tuoi domani
e li racconterò alle pagine da leggere

come un’oasi nel silenzio
dove tutto è musica
e vento di carezze a spettinare sogni
nei risvegli partoriti a note

e nella danza cieca, sazio
di un gocciolare lento
m’abbandono.


***
Sarà settembre

Non ci sarò
quando le foglie
avranno lasciato il tempo al ramo
e la notte avrà mani fredde

non sarò più
e non sarai più primavera

i giorni, avranno
occhi di vento da inseguire
e pagine bianche scritte in controluce
lette nel ricordo

quando
scenderà la neve
non sarai più bambina
sarò nei tuoi occhi quell’attesa scritta

e mi ritroverai
nell’odore di settembre
sulle labbra di un tramonto.
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I blog di Nunzio Buono:
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