La città è ad un tiro di schioppo da casa mia, ma con la vita che faccio, che trascorre per la stragrande maggioranza del tempo tra casa e lavoro, Bologna riesco a viverla e frequentarla principalmente in qualche weekend. Ne consegue che non sono sempre tempestivamente informato su quello che accade in città, dato che seguo principalmente i fatti del paese dove risiedo.
Ieri sera un'amica con la quale condivido la passione per il teatro e la recitazione mi ha detto che il teatro cittadino, vale a dire il mitico, lo storico Duse, grazie a qualche illuminata mente che riesce a pensare in modo lungimirante ha fortunatamente riaperto i battenti e che per qualche annetto avrà un po' di ossigeno. Ciò mi conforta molto in quanto fui tra quelli che si scagliarono contro la sua chiusura, perché non ritenevamo assolutamente giusto che un luogo così prestigioso dove si produce alta cultura e dal quale sono passati i più grandi artisti contemporanei chiudesse, privando una città che viene definita "dotta" come Bologna di qualcosa di assolutamente fondamentale.
Il cartellone è a dire la verità un po' più scarno rispetto agli anni passati, ma cosa volete mai, in un'epoca dove di soldi ne girano pochi e dove si tagliano i fondi alla cultura, riuscire a mettere in piedi una rassegna teatrale di questi tempi è un vero atto di eroismo, un gesto di resistenza alla barbarie e all'abbrutimento prodotti dalla crisi e dalla decadenza di questa società tardocapitalista.
E mi rattrista pensare che gli artisti legati a questa città per nascita, principalmente esponenti del mondo musicale, quando si parlava di tentare di salvare il teatro dalla chiusura preferirono schierarsi a favore del salvataggio della squadra di calcio cittadina. Non sono più un grande appassionato di calcio da quando questo sport è stato travolto dagli scandali delle scommesse. Rimango comunque legato al Bologna da un sentimento di sincero affetto, ma non mi sento nelle condizioni di mettere a pari merito il calcio con la cultura. Tanto più che i rossoblù latitano purtroppo anche quest'anno in bassa classifica e dovranno necessariamente lottare per la salvezza.
Il Bologna è stato in passato lo squadrone che tremare il mondo faceva e che rivaleggiava alla pari con le grandi. Secondo voi c'è un modo per creare i presupposti affinché i felsinei possano tornare a diventare grandi come in passato e sperare di arrivare a qualche traguardo importante che non sia sempre e solo quello della salvezza per la permanenza in serie A?

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