Maurizio Fusco è nato a Roma nel 1956, dove vive e opera come pittore, grafico e poeta.
Si è avvicinato all'arte come promotore. Ha iniziato a presentare se stesso e le sue opere di poesia prima e di pittura poi.
Ha esposto in numerose mostre in Italia e all'estero. Ha presenziato e raccolto successi in mostre, rassegne e manifestazioni culturali in Italia e all'Estero. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Europa, negli Stati Uniti, in Australia, Egitto.
POESIE DI MAURIZIO FUSCO
Tasti bianchi e neri
La nostra vita, la mia, la tua, tasti bianchi e neri,
bianchi di nebbia, giorni di scuola,
cupo di nero il cielo e l'infanzia invola.
Cede il pensier dei primi amori all'aurora,
bianchi fogli vergati da frasi d'amore,
col nero inchiostro ne scrivo ancora.
Le dita sulla tastiera le note innalza al cielo,
bianchi o neri tasti,
la musica accompagna il nostro amore, il pianto il riso, la vita.
Prendi musica tra le mani il nostro cuore, se diviene arido,
tra i fiori più colorati, le rondini andate dei pensieri,
gli sguardi persi ed i baci avuti...portalo,
perchè viva ancora.
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Sul palcoscenico
Luce sulle tende,
musica d'intorno,
passi affrettati a seguir note lontane.
Bianco cigno,
morente tra le acque di un lago di note,
così ti ricordo,
così m'allontanai,
senza girarmi a guardare.
Ladro d'anime,
pietoso elemosinante
di amor sempre grave,
mai pago d'emozione,
schiavo dello stesso male.
Male dell'arte,
figlia della tristezza
e gioia dell'amore.
Luce di occhi spenti,
mai sazi di vedere,
mani tremanti
su bianchi fogli di ricordi,
carezze d'amore perse
sporche ditate di colore.
------------------------------------
Notte di fuoco
Notte di fuoco,
di cavalli andalusi,
di onde rigettate dal mare.
Ed i tuoi fianchi sottili che si abbattono
nella mia mente,
come piccoli piedi sulla sabbia,
lasciando orme indelebili.
Fata morena,
strega dei sensi,
della mia notte ubriaca d'amore
e persa di te.
--------------------------------------
Odori del tempo
Calci nell'aria, a scovar della terra l'odore,
mena bambino mio che nell'età
tu possa ricordare.
Tempera la matita per disegnare,
che il profumo dei banchi in Aprile,
ti possa narrare.
Profumo intenso di castagne al fuoco,
respira a piene nari, che nel ricordare i nonni, da uomo, possa domani.
Castagne che ti scaldino il cuore,
possa trovar da stringer tra le mani.
Passa tra i capelli della mamma le tue mani, perchè possano tenere insieme le trame e della vita i crinali.
Il tabacco di tuo padre,
tra le pieghe delle sue tasche,
briciole di esistenza, pensieri cupi,
fumati al cielo perchè i tuoi occhi distratti, non dimentichino di stringere sul cuore.
Le sue rughe, frustate inclementi del tempo nelle sue mani,
le stesse tue.......domani.
La nostra vita, la mia, la tua, tasti bianchi e neri,
bianchi di nebbia, giorni di scuola,
cupo di nero il cielo e l'infanzia invola.
Cede il pensier dei primi amori all'aurora,
bianchi fogli vergati da frasi d'amore,
col nero inchiostro ne scrivo ancora.
Le dita sulla tastiera le note innalza al cielo,
bianchi o neri tasti,
la musica accompagna il nostro amore, il pianto il riso, la vita.
Prendi musica tra le mani il nostro cuore, se diviene arido,
tra i fiori più colorati, le rondini andate dei pensieri,
gli sguardi persi ed i baci avuti...portalo,
perchè viva ancora.
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Sul palcoscenico
Luce sulle tende,
musica d'intorno,
passi affrettati a seguir note lontane.
Bianco cigno,
morente tra le acque di un lago di note,
così ti ricordo,
così m'allontanai,
senza girarmi a guardare.
Ladro d'anime,
pietoso elemosinante
di amor sempre grave,
mai pago d'emozione,
schiavo dello stesso male.
Male dell'arte,
figlia della tristezza
e gioia dell'amore.
Luce di occhi spenti,
mai sazi di vedere,
mani tremanti
su bianchi fogli di ricordi,
carezze d'amore perse
sporche ditate di colore.
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Notte di fuoco
Notte di fuoco,
di cavalli andalusi,
di onde rigettate dal mare.
Ed i tuoi fianchi sottili che si abbattono
nella mia mente,
come piccoli piedi sulla sabbia,
lasciando orme indelebili.
Fata morena,
strega dei sensi,
della mia notte ubriaca d'amore
e persa di te.
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Odori del tempo
Calci nell'aria, a scovar della terra l'odore,
mena bambino mio che nell'età
tu possa ricordare.
Tempera la matita per disegnare,
che il profumo dei banchi in Aprile,
ti possa narrare.
Profumo intenso di castagne al fuoco,
respira a piene nari, che nel ricordare i nonni, da uomo, possa domani.
Castagne che ti scaldino il cuore,
possa trovar da stringer tra le mani.
Passa tra i capelli della mamma le tue mani, perchè possano tenere insieme le trame e della vita i crinali.
Il tabacco di tuo padre,
tra le pieghe delle sue tasche,
briciole di esistenza, pensieri cupi,
fumati al cielo perchè i tuoi occhi distratti, non dimentichino di stringere sul cuore.
Le sue rughe, frustate inclementi del tempo nelle sue mani,
le stesse tue.......domani.
-------------------------------------Mamma delle bambole
Per te, mamma delle bambole,
pettinate con cura,
poste in ordine a ricordo dell'infanzia mai avuta.
Per te,
per le tue piccole,
tenere dita,
che non accarezzano più i miei capelli e non asciugano le lacrime,
ormai asciugate dal tempo.
Angelo vicino alla finestra con lo sguardo in cerca del domani,
di quel domani che non arriva.
Musica cantata dalla tua voce allegra,
eco delle mie stanze,
vuote di te,
come il mio cuore.
Per te la mia poesia, le mie dita sporche come dicevi tu, ad imbrattare tele
e sorridevi.
Come vorrei per un momento,
ascoltassi quando leggono gli attori le mie poesie.
Quando in stanze enormi,
si perdono le tele sporcate
dal tuo, una volta bambino,
la gente applaude ma non sa che applaude te
Te, madre,
che mi hai insegnato ad amare la vita,
a non fermarmi a guardare dei fiori solo i colori,
a respirare i palpiti della natura e delle cose.
Tu che solo il Signore raccolse,
e nella Terra Madre pose,
per portare nel cielo tra le più belle cose,
il tuo sorriso,
le tue carezze agli angeli più soli,
ai fiori la bellezza più tenue;
delle tue dita,
il velluto alle rose.
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Liberi
Liberi nell'aria,
pini svettanti,
uccelli in volo,
pensieri persi,
rime racchiuse in un foglio,
gridate al mondo,
per far sentir più libero un poeta,
un uomo...meno solo.
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Grazie
Guardo alla luce persa di una candela,
il bianco della tela che lancia sul mio
cuore la luce dei colori,
ed il tuo viso.
Muove il tenue vento dal mare,
le tende della stanza come le vele,
quelle che hanno accompagnato i nostri sogni,
quelli lanciati al mare,
tra i flutti,
senza bottiglia,
perché come coralli crescessero in fiori,
rossi come l'amore,
lucidi come i tuoi occhi,
bagnati dalle perle delle tue lacrime.
Frasi non dette dal labbro che non sa parlare,
della vita che un pazzo ti dà senza poter darti il tempo di capire,
cui il tuo amore non sa rinunciare.
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Finestre d'estate
Vecchie persiane socchiuse
al sole di un Agosto caldo e lontano,
riflessi sul soffitto verde smeraldo,
dei tuoi colori, a ricordare il mare.
Soffio di ebbrezza che mi fa tremare,
tempo trascorso,
ma che può far male.
E ...respirava di là soffiando,
tra le tue arse stecche di legno
ed i miei acerbi pensieri il vento amico,
col suo stesso profumo... ora,
me lo rimanda il mare.
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Sul ponte a sera
Scorre l'acqua,
e sotto il ponte tremano,
le foglie da essa trasportate,
giovani le loro vite,
dall'autunno troncate.
Un colpo di vento
e torna la realtà,
il sole rossastro,
pare che si volga a salutare,
nel solco aperto dalla sera che incede,
il giorno, che nella notte i pensieri trasporta,
...e scompare.



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